Titolo Proprio: Vespertilio visto frontalmente e dorsalmente
Autore: Cristoforo Coriolano
Soggetto: Animale
Identificativo: 35 [3] 16-A I.84
Collocazione: p. 576
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F28(BAT)
Datazione Stimata: 1599
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 19 x 18,5
Tag: pipistrello, Platone, Plinio, coxendix

Descrizione:

L’immagine rappresenta il pipistrello in duplice veduta, frontale e dorsale, con le ali distese. La tavola risponde a un preciso intento dimostrativo: Ulisse Aldrovandi confuta Plinio il Vecchio, rigettando l’attribuzione di un’unica coxendix e riconoscendo invece la presenza di arti posteriori propri dei quadrupedi, ancorché inidonei alla deambulazione. Le dita munite di unghie uncinate, atte all’adesione alle superfici, chiariscono al contempo la stazione sospesa e la limitata efficacia del volo.
Da tale costituzione deriva l’ambiguità ontologica dell’animale, che fonda la sua interpretazione morale e allegorica: “né uccello né quadrupede”, secondo l’enigma attribuito a Platone, esso diviene figura di instabilità, propria delle creature delle tenebre, ma anche, in senso positivo, emblema di coesione, poiché si tramanda che i pipistrelli vivano strettamente congiunti tra loro. A questa duplice valenza si affianca infine un uso medico paradossale, per cui il morso dell’animale, atto a succhiare il sangue, è ricordato come analoga soluzione al salasso, rivelandosi efficace là dove l’intervento umano poteva fallire.


Bibliografia:

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